Due gare e zero punti. Ma occhio a buttare tutto all’aria. Non è certo ora !

Per quanto possano pesare due sconfitte roboanti in questa sequenza, contro Vigor e Porto D’Ascoli, non ci sentiamo assolutamente ne di trasmettere l’arrendevolezza di chi ammaina bandiera bianca, ne di dire che è tutto da buttare. Troppo presto il 23 Settembre per dire che è finita, troppe gare ancora davanti da giocare per buttare tutto all’aria. Anzi. Sono altre le sensazioni che percepiamo e che vogliamo trasmettere. Positività, ottimismo, leggerezza. Il ripescaggio in Eccellenza, e la categoria stessa, sono parsi fin da subito avversari ostici, sgradevoli, più grandi della nostra realtà. Si è forse creduto che, dato il normale impegno maggiore che un raggruppamento nel quale siamo l’indubbia Cenerentola imponeva, si sarebbe quasi dovuta perdere la voglia di giocare al calcio. Il divertimento che il far rotolare una palla rotonda su un campo verde deve invece restare tale, quello stesso di quando eravamo bambini. L’entusiasmo nell’arrivare al campo e rapportarsi con mister e dirigenti deve restare immutato. La squadra sembra aver percepito, e di conseguenza accusato, un eccessivo peso delle responsabilità che, come logica conseguenza, ha portato a quanto accaduto nelle prime uscite, non certo facilitata da un calendario balordo e da movimenti di mercato effettuati fino all ultimo giorno utile. Tutto ciò ha evidentemente scalfito, se non distrutto, l’autostima dei ragazzi. E invece noi siamo convinti di ben altro. Siamo convinti che, pur con tutte le difficoltà che può avere una squadra ripescata, novella assoluta della categoria, di amalgama e assemblamento, i nostri non siano così inferiori come dimostrato in queste uscite. Tutto sta nel far sì che queste sconfitte da delusioni si trasformino in opportunità. Opportunità di scrollarsi di dosso responsabilità e scotto del cambio di categoria, opportunità di affrontare con immutata concentrazione ma altrettanta leggerezza le gare, giocandole col coltello tra i denti ma senza alcuna paura. Siamo convinti che nei nostri ci sia qualcosa di più di quanto mostrato, anche perché non metti sotto per un tempo la Vigor Senigallia se non hai qualità. Troppo alta l’esperienza di mister Aloisi, troppo alto l’orgoglio di alcuni vecchi che ben conosciamo (Camaioni, Stangoni e Tommasi) e anche dei nuovi, che devono accelerare la formazione di uno zoccolo duro coi vecchi anche in campo, per restare indifferenti e non rispondere sul campo a questi passivi. “Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto”, diceva Calvino. E allora, leggerezza come obbligo, orgoglio come diktat e coraggio di guardare in faccia l’avversario, senza paura, a prescindere dall’assetto e dai moduli. Quelli saranno decisi dal nostro allenatore, guida assoluta del gruppo e leader dello spogliatoio. Lo scotto del cambio di categoria, delle eccessive responsabilità, del sentirsi ultimi arrivati, è stato già pagato. E scrollarsi questa responsabilità deve essere il vero obbligo. Per migliorare e migliorarsi già da domenica col Valdichienti. Contando sempre e a prescindere sul sostegno incondizionato di tutto l’ambiente, anche esso da re-inquadrare in un mondo tutto nuovo.

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